La parola dell’anno è “Selfie”

Quando qualcuno decide di imparare una nuova lingua, come ad esempio l’inglese, non deve dedicarsi solo ed esclusivamente allo studio della grammatica o magari anche della fonetica, ma deve anche rendersi conto che il sistema della lingua, generalmente, è una struttura molto elastica che cambia, a volte anche molto velocemente, nel corso del tempo: perciò, diverse parole che in passato venivano usate molto spesso, oggi sono molto meno utilizzate; altre parole invece si sono modificate per quanto riguarda l’ortografia oppure per quanto riguarda la loro pronuncia, altre ancora nascono in maniera spontanea grazie primariamente alla creatività dei parlanti di quella determinata lingua. Quest’ultimo caso, è quello che a noi interessa, anche perché capita che istituzioni di grande prestigio inseriscano questi neologismi all’interno della lista delle parole che, dall’alto della loro conoscenza, inseriscono all’interno della lista di parole che loro considerano appartenenti alla lingua standard.

Una di queste istituzioni è l’Oxford Dictionary  che recentemente ha deciso di inserire la parola “selfie” all’interno del proprio dizionario; non solo: l’ha addirittura eletta come parola dell’anno. Ma andiamo con ordine: anzitutto che cos’è un “selfie”?

Selfie

Selfie

Facendo riferimento alla spiegazione che fornisce l’Oxford un selfie è “uno scatto fotografico che il soggetto fa a se stesso; normalmente è una fotografia che viene scattata tramite smartphone o webcam e che successivamente viene condivisa con il resto della comunità su un social media”. Ora, questo termine, non è comunque nuovo per l’Oxford: già nel 2012 infatti restituzione aveva selezionato la parola selfie come una delle Word on the Radar. Senza dubbio, adesso ci arriveranno alla mente un sacco di esempi di selfie che noi abbiamo scattato a noi stessi oppure che le persone che non conosciamo ci sono scattate. Ma, come ci sarebbe da aspettarsi, questa pratica non è comune solamente alle “persone normali” ma è anche molto diffusa tra le star. Ad esempio il bambino prodigio  Justin Bieber  sembra essere talmente legato alla propria immagine da essere diventato uno dei vip più avvezzi a questa pratica, così anche come Michelle Obama e un sacco di altre star.

Ma, come nel caso delle parole, l’unica barriera al selfie è solamente la creatività delle persone che lo praticano e, perciò, chiaramente, ne esiste una gran quantità di varianti.

Insomma. in fin dei conti, per imparare parole nuove in inglese è suffieciente dedicarsi di tanto in tanto all’apprendimento di nuove parole….semplice no? J

Imparare l’Inglese Ascoltando e Leggendo

Le persone che si sono date lo scopo di imparare l’inglese non devono dimenticare che le competenze che devono essere sviluppate quando si studia una qualunque lingua sono quattro: la lettura, l’ascolto, il parlato, e la scrittura. In questo post poniamo essenzialmente l’accento sulle prime due capacità e cioè la lettura e l’ascolto. Iniziamo questo discorso ponendo l’attenzione sul fatto che, senza dubbio, più materiali ascoltiamo e più materiali leggiamo e meglio sarà per il nostro inglese. Però, è anche interessante andare a considerare alcuni accorgimenti che, senza dubbio, daranno una sferzata di vitalità al nostro studio:

1. Scegliere con cura i materiali da leggere e da ascoltare non è importante, è fondamentale! È una cosa così importante perché se i materiali che leggiamo o che ascoltiamo stimolano la nostra attenzione e la nostra creatività, allora questi diventeranno automaticamente importanti e significativi anche per il nostro apprendimento. Se, al contrario, i materiali che decidiamo di approcciare risulteranno noiosi o troppo difficili, allora otterremo il risultato opposto e finiremo per abbandonare sia quello che stavamo leggendo o ascoltando sia, nel caso peggiore anche lo studio stesso della lingua

2. Un altro “trucco” che può tornare utile alle persone che vogliono imparare l’inglese è anche quello di leggere e ascoltare contemporaneamente; questa è una cosa utile perché svolgere entrambe le attività allo stesso tempo è un esercizio che si rivela particolarmente utile per associare la parola al suono corrispondente, una cosa che non è sicuramente di secondaria importanza visto che l’inglese è una di quelle lingue che, talvolta, sono in maniera anche molto diversa rispetto alla come viene scritta. In questo caso, gli audiolibri sono uno strumento molto utile dal momento che abbiamo la possibilità di leggere i libri che preferiamo, ascoltandoli però interpretati dalla voce di attori professionisti che renderanno la lettura più godevole e “didattica”.

Imparare l'Inglese con Lettura e Ascolto

Imparare l’Inglese con Lettura e Ascolto

Presi in considerazione questi due aspetti, iniziamo a vedere dove potremmo andare a ricercare su Internet materiali per la lettura e l’ascolto che potrebbero essere utili alla nostra causa: per gli utenti di livello base un buon punto di partenza sono sicuramente i podcast del British Council, dotati sia di audio (ovviamente) sia della trascrizione del testo sia di esercizi di comprensione. Per gli utenti di livello medio, invece, i podcast di ESL sono molto utili. Infine, per la versione che hanno una conoscenza dell’inglese un po’ più alta le risorse di TED e Ted Radio Hour sono insostituibili.

Ovviamente, su Internet si possono trovare una quantità infinita di materiali interessanti e stimolanti che possono essere utilizzati anche per lo studio e, senza dubbio, nei prossimi articoli ne vedremo anche molti altri. Per adesso buon inglese!

L’esperienza di un giovane che va a lavorare in Inghilterra

Inizia il nostro cammino tra quei cittadini italiani che hanno optato per un’esperienza lavorativa in Inghilterra per un determinato periodo di tempo con lo scopo di migliorare le proprie competenze linguistiche. In questo caso la persona a essere intervistata è un giovane ragazzo lombardo.

Qual è la tua storia?

 Sono della Lombardia e in questo periodo vivo in Italia dopo esser stato a Londra a lavorare in Inghilterraper un paio d’anni. Sono andato lì quattro anni fa perché volevo imparare meglio la lingua inglese e perché volevo fare un’esperienza di lavoro fuori dal nostro paese.

 

Che cosa ti ha motivato ad andare in particolare in Inghilterra? Mi puoi spiegare in breve qual è stata la tua esperienza lavorativa e di vita in quel paese?

Lavorare in Inghilterra

Lavorare in Inghilterra

Ho deciso di trasferirmi lì in quanto dovevo fare una full immersion in uno stato differente e volevo imparare bene l’inglese. Oltre a queste ragioni volevo mettermi in gioco superando una sfida importante dal punto di vista della mia vita e del mio percorso professionale. Quando arrivai nella capitale, frequentai un bel corso di lingua inglese ed ebbi la possibilità di migliorare alcuni errori che mi stavo trascinando dietro da molto tempo. Una volta migliorato il mio inglese mi misi in cerca di un impiego anche perché Londra ha un costo della vita veramente alto. Incominciai a lasciare curriculum in giro per la città finché poi non trovai lavoro dalle parti di Oxford Street, nel cuore di Londra proprio. Il mio sogno però era di lavorare nel marketing e diventare un esperto del settore e finalmente a quasi un anno di distanza venne fuori un posto di lavoro proprio in quell’ambito, per la mia grande gioia.

Come hai imparato l’inglese? E’ stato sufficiente trovarsi lì in Inghilterra per imparare e migliorare?

 Il corso di inglese che frequentai all’inizio mi è senza dubbio servito per riprendere in mano l’inglese che ormai non studiavo più da anni, ma ovviamente questo non è bastato. Una volta terminata la scuola me ne tornavo a casa, leggevo e passavo le serate in compagnia dei miei amici di diversi paesi che condividevano con me il flat. Erano ragazzi provenienti da tutta Europa per non dire da tutto il mondo (Cina, Portogallo, Brasile, Nuova Zelanda). Cercavo di leggere più giornali possibile per esercitare la mia lettura e se trovavo parole sconosciute le segnavo a lato e cercavo il significato. E’ stato un grande sforzo ma ne è valsa davvero la pena, devo ammetterlo. Senza impegno e senza il desiderio di incuriosirsi sempre di più non si può pensare di imparare bene una lingua, questo è bene averlo in testa: bisogna impegnarsi tanto e ancora oggi mi alleno leggendo articoli su internet e guardando film e studiando su diversi libri di grammatica e di vocabolario.

Per approfondire la tematica delle esperienze lavorative in Inghilterra o nei paesi anglofono, potete fare click su questo sito, il quale presenta ulteriori spunti per l’apprendimento e per tutto ciò che riguarda la lingua inglese.

L’importanza del Quadro Comune Europeo

Al giorno d’oggi, praticamente tutti sono a conoscenza del fatto che molti lavoratori e studenti decidono di abbandonare la propria patria per cercare condizioni di vita e di lavoro migliori in altri paesi dell’unione europea. Questo, naturalmente, è stato un ottimo incentivo per la flessibilità del mercato del lavoro e dell’Università, ma ha imposto anche ai cittadini europei, tra le altre cose, di dover necessariamente imparare l’inglese e almeno un’altra lingua straniera. Il problema che si pone a questo punto è: ma come facciamo a verificare quanto uno studente è diventato capace di utilizzare una lingua straniera? Ebbene, la risposta a questo quesito ci deriva dal CEFR (Common Europan Framework of Reference for Languages), un documento stilato dal Consiglio d’Europa nel 1996 e che si propone di stilare una serie di linee guida per condurre gli studenti attraverso l’apprendimento graduale e “pratico” della lingua, verificandone le conoscenze per via di descrittori comuni e scientificamente provati.

Il suo utilizzo è un po’ simile a quello della patente: come tutti sanno, esistono diversi tipi di patente, partendo dalle patenti che richiedono competenze pratiche e teoriche meno complesse, per arrivare a patenti che necessitano di conoscenze particolari come nel caso di mezzi pubblici e auto articolati. Un guidatore che prenda una patente B in Italia potrà guidare una macchina in tutti i paesi europei perché tutti gli Stati aderenti all’unione europea hanno accettato una serie di descrittori comuni per verificare che un cittadino sia realmente in grado di guidare un mezzo di trasporto. Per il quadro Comune europeo la cosa è identica: secondo i descrittori del CEFR esistono sei livelli di conoscenza di una lingua straniera, partendo dal livello principiante (A1) per arrivare al livello di quasi madrelingua (C2). A questo punto, quando combineremo dei documenti più o meno ufficiali come ad esempio un curriculum vitae, al posto di mettere “conoscenza dell’inglese media” metteremo “conoscenza dell’inglese B1″. Questa soluzione, oltre che a risultare più professionale, risulta anche oggettivamente più semplice da collocare nel range  di competenze: “livello medio” infatti vuol dire tutto e niente, perché è un giudizio puramente soggettivo. “B1″ è un giudizio stabilito su descrittori scientificamente provati e verificabili in fase di test.

Oltretutto, un’altra cosa da ricordare, è che ormai praticamente tutte le università riconoscono la validità di questa certificazione, permettendo ad esempio, di essere esonerati dal sostenere un esame se si esibisce una certificazione di livello B1. Sicuramente un grosso vantaggio!

L’Unica Regola della Pronuncia Inglese è che non esistono regole

Come in tantissime situazioni e diversi contesti comunicativi vi sarete sicuramente resi conto, la pronuncia inglese riserva tante, davvero tante sorprese e risvolti imprevedibili. Addirittura potremmo arrivare a riassumere tutte le complicazioni collegate alla pronuncia inglese (sia che si parli di inglese americano, britannico, canadese, australiano, neozelandese, irlandese, ecc.) in un’unica e sintetica formula tanto vera quanto paradossale. “L’unica regola relativa alla pronuncia della lingua inglese è che non esistono regole.” Si verificano, in inglese, tanti e tanti casi nei quali lo spelling, ovvero il come si scrive una parola, è molto diverso dal come essa si legge. In questo articolo focalizziamo la nostra attenzione su una lista limitata di parole che iniziano con la lettera H nello spelling, la quale, però, non si pronuncia, ovverosia è muta. Infatti, diversamente da quanto accade nel caso relativo alla lingua da noi parlata, l’italiano, nel quale la ‘h’ è sempre e senza alcuna eccezione muta, nella lingua della Regina d’Inghilterra nella quasi totalità dei casi la ‘h’ all’inizio di parola viene pronunciata. E’ il caso di house, horrible, horror, horizon, hammock, hill, hotel, hen, he, hi, hot, home, ham e di nomi propri quali Horace, Hillsborough, Houston, Henry, Henrietta, Harry e tante altre parole con le quali sicuramente avete un alto grado di familiarità. Esiste, però, anche una lista – per quanto di numero limitato – di parole in inglese che iniziano con una H silenziosa:

hour ; honest ; honour UK / honor US; heir; heiress.

Oltre a questo breve elenco di parole appena menzionate ne possiamo aggiungere alcune altre che derivano da quelle della lista. Per esempio abbiamo hourglass, honourable e honesty, casi nei quali la H risulta essere muta e quindi non viene pronunciata.

Pronuncia Inglese non ci sono Regole

Pronuncia Inglese non ci sono Regole

Torniamo quindi a una considerazione che è sempre opportuno fare e non è mai esagerato sottolineare più e più volte. Perché ha un’importanza così profonda la conoscenza della corretta pronuncia della lingua inglese? Qui non si tratta affatto di essere pignoli, quanto di capire l’aspetto cruciale della conoscenza della pronuncia ai fini della comprensione orale. Infatti, se ci è sconosciuta la pronuncia di un termine non solo si corre il rischio concreto di non essere compresi, ma soprattutto e ancora peggio il rischio è quello di non capire ciò che gli altri stanno dicendo a noi.

Peraltro, su questo sito potrete trovare ulteriori approfondimenti relativi all’importanza che riveste anche da un punto di vista grammaticale sapere se la H a inizio parola è muta o meno… Se non si conosce questa differenza si rischia di compiere degli errori banali anche nell’inglese scritto, che invece, conoscendo questa regola semplice e avendo a mente la breve lista di cui parlavamo prima, possono tranquillamente essere evitati. Conoscere la pronuncia inglese, quindi, ha un ruolo fondamentale se volete migliorare il vostro livello di conoscenza della lingua di Shakespeare e Joyce. Arrivederci alla prossima.

6 modi per imparare parole nuove in inglese

Chiunque sa che per imparare l’inglese una cosa utile che si può fare è imparare parole nuove. Se è vero infatti che studiare la grammatica è molto utile e importante, è anche vero che conosce a menadito le regole grammaticali ma non conoscere il lessico è quantomeno inutile. Così come per la grammatica, lo studio del vocabolario dev’essere una pratica di routine e esercitata costantemente. Pur essendo un esercizio lungo è comunque possibile avvalersi di qualche accorgimento per rendere questo esercizio pratico il più veloce possibile. Vediamone insieme a qualcuno:

1) se vi state preparando per un esame o per un test in cui è compresa anche una prova di lessico, ricordatevi di non tenervi tutte le cose da studiare all’ultimo. Ad esempio, se dovete imparare 300 parole, una buona idea sarebbe quella di studiare per 30 giorni consecutivi 10 parole al giorno, ricordandosi anche di ripetere sempre le parole che si sono studiate il giorno prima per essere sicuri di ricordarsele

2) disegnate delle carte dove da una parte scriverete la parola che dovete ricordare e dall’altra il suo corrispettivo in italiano. Una variante di questa soluzione prevede che al posto della traduzione venga riportata una figura; ad esempio, se la parola che dovete ricordare è “coniglio” (in inglese “rabbit”) sull’altra faccia della carta metterete appunto la foto di un coniglio

3) trovare un compagno che vuole imparare l’inglese può essere un grande aiuto e una grande motivazione. Ad esempio, questo vostro amico/a si potrebbe incaricare pescare a caso le carte che ha ridisegnato prima testando la vostra conoscenza delle parole che dovete imparare. Eventualmente, potete anche trasformare questa pratica in un gioco da fare uno contro l’altro, per aggiungere un po’ di sana competizione allo studio

4) ci sono molte persone per le quali l’unico modo per imparare è una cosa è ripeterla, ripeterla e ripeterla ancora. Beh, sicuramente non è una cosa divertente però funziona

5) un po’ ricalcando le orme dei punti 2 e 3 si possono anche creare degli esercizi e dei giochi interattivi come ad esempio i fill in the blank, i matching, le domande a scelta multipla e così via

6) se vi piace leggere in inglese, sappiate che per raccogliere il massimo da questa pratica una delle cose più utili da fare è quella di sottolineare le parole che non conoscete in una pagina e cercarle sul dizionario. In effetti questa è un po’ una rottura di scatole nel momento in cui leggete puramente per svago, però, riconoscerete sicuramente il valore didattico di una pratica di questo genere. Poi, eventualmente, potreste anche decidere di portare questa pratica al livello successivo e tenere un quaderno personale in cui scriverete le parole nuove che avete imparato e il loro relativo significato.

Insomma, queste sono solamente sei linee guida che ti potrebbero aiutare a memorizzare più velocemente le parole inglesi che non conoscete.

Pronuncia Inglese. Tre Cose Basilari da Sapere

C’è una e una sola regola riguardo alla pronuncia inglese che è assolutamente necessario tenere bene a mente. E’ molto semplice: in inglese non ci sono regole di pronuncia.

Eh già le cose stanno proprio così: si accomodi pure chi credeva che la lingua inglese fosse facile. Chi lo pensa deve necessariamente ricredersi perché per quanto riguarda la pronuncia le cose sono molto ma molto diverse.

Di ogni termine inglese bisogna sapere sempre tre cose: come si scrive, come si pronuncia e che cosa vuole dire… E’ una di quelle regole non scritte che però funzionano sempre e in qualsiasi circostanza.

Di esempi di pronunce inglesi che non seguono lo schema che magari ci potremmo aspettare ce ne sono a bizzeffe e gli esempi che potremmo fare sarebbero nell’ordine di diverse centianaia. A questo punto uno probabilmente si chiederà: ma come mai è così tanto imprescindibile conoscere come si legge ogni singolo termine del vocabolario inglese (e, fidatevi, sono tanti: quasi seicentomila). E’ una questione di voler spaccare il capello in quattro e mettersi a fare i professorini pignoli? No, la realtà è ben diversa. Il motivo per il quale la pronuncia inglese va appresa e approfondita non è legata tanto a delle questioni puramente formali o perfezionistiche. Il punto focale è che non si tratta tanto di leggere bene quanto di riuscire a comprendere bene: il nocciolo sta proprio qui.

Eh sì, perché se uno non è consapevole del fatto che in alcune parole per esempio la h è muta, o la b non si legge o una vocale viene pronunciata in una maniera piuttosto che in un’altra il rischio molto ma molto concreto è di intendere una cosa per un’altra totalmente differente.

Facciamo allora qualche esempio:

 

doubt (“dubbio”)

 

si legge /daut/ e non /daubbt/ come invece magari ci si potrebbe aspettare.

Di casi analoghi ce ne sono molti altri, come debt, bomb,  thumb, numb e altri… La differenza e quest’aspetto discrepante proviene da motivazioni storiche ed economiche che in questa sede sarebbe troppo lungo mettersi a illustrare e potrà essere argomento di approfondimento in altre occasioni.

Imparare questa lingua, l’inglese, usata ormai da un abitante del pianeta terra su quattro (questo dato risulta dal calcolo di circa due miliardi di parlanti su una popolazione che supera ormai i sette miliardi), è un viaggio impervio, pieno di insidie e difficoltà inattese, come abbiamo appena visto, ma non per questo meno affascinante e coinvolgente. Anzi, per esperienza personale sono state proprio queste continue e costanti scoperte a stimolare il mio interesse verso l’approfondimento di questa lingua dalla storia ormai millenaria.

Se comunque desideraste ottenere maggiori chiarimenti, delucidazioni e informazioni riguardo agli argomenti appena trattati, potete cliccare su questo link

Pronuncia Inglese

Pronuncia Inglese

e avrete accesso a una serie di articoli e spiegazioni riguardanti gli aspetti più peculiari della pronuncia inglese e di altri elementi relativi alla lingua di sua Maestà la regina Elisabetta II…. Grazie dell’attenzione e arrivederci a presto.

Le Certificazioni di Inglese

Esiste qualche differenza tra una certificazione di lingua inglese e un attestato di partecipazione o di frequenza? Questa non è una domanda banale e anzi i due termini spesso si confondono anche se in realtà significano e indicano due cose ben diverse. Partiamo anzitutto dal secondo termine: “attestato”.

Certificazioni Inglesi

Certificazioni Inglesi

Un attestato è un “pezzo di carta” che alcune scuole e alcuni corsi on-line consegnano agli studenti una volta terminato un determinato ciclo di lezioni. È bene dirlo subito: questo è solamente un “pezzo di carta”. In realtà, infatti, un attestato come dice la parola stessa, serve solo per “attestare” che uno studente ha partecipato ad un certo numero di lezioni. Però non c’è nulla che dice quanto questo studente abbia effettivamente studiato e imparato: elettivamente, il suddetto studente potrebbe anche non essere andato a lezione, potrebbe essere uscito, oppure potrebbe essere rimasti in classe a giocare con il suo smartphone. Ovviamente, stiamo parlando di casi limite ma era giusto per rendere l’idea.

Invece, quando parliamo di certificazione, intendiamo una cosa ben diversa: una certificazione è un documento riconosciuto in maniera internazionale che serve per attestare la conoscenza dello studente della lingua, conoscenza verificata tramite esami scritti e orali presieduti da professori qualificati e giudicati sulla base di descrittori internazionali. Tanto per fare un esempio, se volete andare a studiare in Inghilterra, molte università vi ammetteranno solamente se disporrete di un livello “certificato” almeno B1 , ma alcune vi chiederanno anche un C1 a seconda di quanto è selettivo i campus. Un’altra differenza rispetto ad un attestato è che non è importante come lo studente abbia raggiunto questo livello, ma solamente che lo abbia raggiunto. Ciascuno può scegliere la strada che preferisce: può studiare in una scuola, può studiare con un insegnante privato, oppure può anche studiare in maniera autonoma sui libri o anche on-line. Infine un’altra differenza tra “attestato” e “certificazione” è che mentre il primo è già compreso nel prezzo di iscrizione al corso, la seconda bisogna pagarla; il quanto dipende dal tipo di certificazione che si vuole acquisire e dal livello. In linea di massima, comunque, possiamo dire che una certificazione di livello avanzato o medio può costare intorno ai 150 € 200.

Lavorare in Inghilterra. Una grande esperienza

Continuiamo con altri casi di cittadini italiani di diverse età e provenienze che per le ragioni più disparate, dal viaggio, al lavoro, allo studio, alla volontà di cambiare vita e abitudini e conoscere una nuova cultura o approfondirne alcuni aspetti hanno deciso a un certo punto di lasciare l’Italia e lavorare in Inghilterra per portare il loro livello di inglese su un piano assolutamente più elevato. Quest’oggi abbiamo fatto una lunga e succosa chiacchierata con un giovane ragazzo, T.

Lavorare in Inghilterra

Lavorare in Inghilterra

Puoi darci una versione molto schematica e sintetica delle tue vicende che ti hanno portato a fare questa scelta?

 Sono di un paesino della campagna ligure e in questo preciso istante mi trovo nuovamente nel nostro paese, in Italia, dopo essermi fatto un’esperienza di un paio d’anno dalle parti dei sobborghi londinesi: quando mi sono spostato lì la mia intenzione era quella di lavorare in Inghilterra e incrementare la mia competneza nel vocabolario e nella morfo-sintassi della lingua inglese: oltre a ciò devo ammettere che mi entusiasmava l’idea di fare un’esperienza fuori dal nostro paese: proprio non stavo nella pelle all’idea di lavorare fuori dall’Italia e in Inghilterra visto che non è che sia proprio un’occasione che capita tutti i giorni.

 

Quali sono le cause primarie che ti hanno fatto optare non per un altro paese ma proprio l’Inghilterra? Ci puoi chiarire in poche battute che tipo di esperienza e di vissuto hai fatto nel paese di Londra e di Elisabetta II?

Sinceramente parlando, ho optato per vivere, fermarmi, alloggiare e lavorare lì per un certo spazio di tempo perché il mio più grande e profondo desiderio e auspicio era quello di immergermi totalmente nella cultura di quel paese: non è tanto distante dall’Italia però è innegabile che ci siano delle dinamiche molto diverse rispetto a quelle alle quali siamo abituati noi nella quotidianità del nostro paese. Comunque sia la mia idea di base che per fortuna ho realizzato era quella di approfondire davvero a un livello molto adeguato la conoscenza dell’inglese. Oltre a queste ragioni che definirei essere di carattere strettamente linguistico la mia intenzione e il mio scopo erano anche di fare dei progressi nella mia carriera lavorativa. Avevo diversi errori, lacune e dubbi che mi trascinavo dietro fin dai tempi di quando andavo a scuola. Messo mano a questi errori mi trovai un impiego perché in qualche modo dovevo pur mantenermi dato che a Londra nessuno ti regala nulla e anzi la vita è molto, davvero molto cara! Se ti vuoi comprare del cibo sano, specialmente frutta e verdura di qualità e vuoi evitare il cibo spazzatura, o junk food come lo chiamano loro, l’unico modo è quello di mettere mano al portafogli… C’è poco da fare!”

Se avete desiderio di andare più in profondità relativamente agli argomenti e alle tematiche toccate da questa intervista, il nostro vivo consiglio è quello di cliccare su su questo sito, che tra le altre cose parla di consigli e indicazioni molto utili su come avvicinarsi all’apprendimento dell’inglese. Grazie dell’attenzione e arrivederci.

 

Pronuncia inglese tra Received Pronunciation e classismo

Un mio insegnante dell’Università soleva dire che “studiare una lingua vuol dire anche studiare una cultura “. Nel corso dei miei anni in qualità di studente di inglese, così come di altre lingue, questo è stato senza dubbio uno degli insegnamenti più preziosi che io abbia mai ricevuto. Lo stimolo ad approfondire una prospettiva sul mondo diversa da quella a cui siamo abituati si configura come il punto di partenza (e non semplicemente come qualcosa che si aggiunge) di un percorso di apprendimento efficace di una seconda o terza lingua.

Pronuncia Inglese RP

Pronuncia Inglese RP

Naturalmente è fondamentale imparare sempre parole nuove, ricordarsi di esercitare la propria pronuncia inglese, sapere come si scrivono le parole e così via, ma dobbiamo anche ricordare che cultura e sistemi linguistici sono sempre elementi connessi tra loro. Usi e costumi, norme sociali, modalità di interazione con il prossimo, così come gli argomenti “taboo” caratteristici di un popolo nascono da pensieri che vengono materializzati in azioni e parole , le quali sono la materia prima per la creazione di nuovi pensieri, che diventano a loro volta forme linguistiche e così via.

Relativamente alla lingua inglese e alla relativa cultura britannica, può essere interessante soffermarsi su un aspetto importante, riassunto nell’espressione “us and them” che significa “noi e loro”, fattore questo che, come vedremo, è profondamente collegato al discorso sulla pronuncia inglese.

In effetti, nella società britannica permane ancora un forte elemento classista. Naturalmente, è bene premettere che non si fa mai una cosa saggia a parlare per stereotipi indistinti e che ogni persona va considerata singolarmente e non perché parte di un gruppo piuttosto che di un altro. Ciò detto, è comunque innegabile che alcune persone che fanno parte della cosiddetta upper class , ossia le persone più abbienti, abbiano spesso un atteggiamento velatamente paternalista e falsamente buonista, così come è vero anche l’esatto opposto, ossia che esistono individui che non dissimulano il loro disprezzo nei confronti delle persone appartenenti a classi sociali inferiori, le cosiddette lower classes. Alla stessa maniera, le working classes guardano e giudicano gli esponenti dell’aristocrazia dallo spioncino dei giornali di gossip e scandalistici,  dileggiando gli appartenenti alla casa reale (non certo nuovi ad atti non propriamente consoni al loro status) ma invidiandone comunque l’agiatezza e lo status sociale che ne deriva.

“Perché dobbiamo vivere “attraverso “di loro?” ; in inglese questa frase suona come “Why do we have to live ‘ through’ them?”ed è ciò che si chiede una donna della servitù nel momento in cui alcuni colleghi stanno “ciatellando” dei loro rispettivi datori di lavoro in una scena tratta da Gosford Park, uno straordinario capolavoro di Robert  Altman, che mostra al pubblico il rapporto che c’è tra servitù e nobiltà, evidenziando di questa gli atteggiamenti doppiogiochisti mirati solamente a preservare le forme dell’aristocrazia inglese.

Però, in che modo si esplicita questo atteggiamento nell’ambito della lingua dal momento che, come abbiamo già detto, questa è collegata a doppia mandata a società e cultura? La risposta a questo quesito la possiamo trovare in una citazione del famoso autore G.B. Shaw che recita “It is impossible for an Englishman to open his mouth without making some other Englishman hate or despise him.” In breve, tutte le volte che un inglese parla, ci sarà sempre qualche altro inglese, di una classe sociale differente dalla sua che lo disprezzerà.

Nelle scuole di più alto livello del Regno Unito (chiamate stranamente public schools) si insegna normalmente quella che viene definita Received Pronunciation,ossia la cosiddetta “pronuncia ricevuta” la quale diventa un segno distintivo degli aristocratici. Questo accento segna un confine più sociale che geografico dal momento che viene utilizzato solamente da quella ristretta cerchia di persone che ha avuto la possibilità di accedere ad un certo tipo di istruzione. Per la serie “dimmi come pronunci e ti dirò di quale classe fai parte”. Noi e loro.

Se volete approfondire ulteriormente questi argomenti potete fare riferimento a questo sito ricco di interessanti notizie e aggiornamenti.

Buona lettura!

 

Il punto di riferimento per la lingua inglese